Nel 1969, tra gli effetti del Concilio Vaticano II, accadde che la lingua vernacolare fu adottata in sostituzione del latino, diventando la norma per tutte le parrocchie. Si tratta del Novus Ordo Missae promulgato appunto da papa Polo VI nel 1969. Per Rito Tridentino o Vetus Ordo si intende invece la forma liturgica eucristica del rito romano codificato da papa Pio V nel 1570.
In risposta a questa riforma, nel 1970 nasce la Fraternità Sacerdotale San Pio X, ad opera di monsignor Marcel Lefebvre. Essa si ritiene depositaria della Tradizione Cattolica che si manifesta nel rito della S. Messa tridentina.
Negli anni la Fraternità si opporrà all’ecumenismo, il quale considera parimenti valide e buone tutte le religioni; si opporrà anche alla collegialità, che spinge la Chiesa ad accettare una democratizzazione capace di incidere pesantemente e negativamente sia sulle Conferenze Episcopali che sul potere del Papa. In sostanza la Fraternità non accetta questa visione modernista e riforma capace di alterare quello che si è sempre detto e si è sempre fatto. Per la Fraternità non esiste e non c’è necessità di fare nascere una chiesa liberale e modernista.
Nel 2007 papa Benedetto XVI, con il motu proprio «Summorum pontificum» deciderà di liberalizzare la S. Messa Tradizionale latina e nel 2009 di toglierà le «scomuniche» contro i quattro vescovi della Fraternità.
Con la consacrazione di 4 vescovi effettuata, presso il Seminario San Pio X di Écône, in Svizzera il I Luglio 2026, festa del Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo, la Fraternità sostiene di avere compiuto un atto di salvaguardia del sacro patrimonio della tradizione. Questa consacrazione è avvenuta nonostante il divieto di Papa Leone XIV.
Noi, Cavalieri Bianchi di Seborga ovviamente sosteniamo le scelte della Chiesa di Roma alla quale siamo devoti. Siamo tuttavia amareggiati e addolorati per questa ferita che si è riaperta. La risposta del Dicastero per la Dottrina e la Fede non si è fatta attendere: scomunica Latae Sententiae. Va da sè che si è trattato di un atto vovuto.
Noi speriamo tuttavia che in questo tempo futuro la Fraternità San Pio X e il Santo Padre riescano ad incontrarsi e con l’aiuto di Dio a comprendersi e a superare questo scisma. Quanto sostenuto dalla Fraternità San Pio X merita attenzione. Diventa difficile chiamate eresia ciò che si è sempre detto e fatto per secoli.
Diego Beltrutti di San Biagio
Priore Generale dei Cavalieri Bianchi
