CON IL PAPA LEONE XIV CONTRO LE PERSECUZIONI

Settimanalmente si alza da piazza san Pietro una voce di grande dolore. Papa Leone XIV da mesi, direi dal momento dell’inizio del suo pontificato) denuncia le persecuzioni dei cristiani nel mondo, una realtà non sufficientemente conosciuta e tantomeno combattuta. Purtroppo oggi è più facile combattere per i l petrolio, per le terre rare che per salvare popoli la cui unica colpa è di credere in un Dio uno e trino.

Ci sono aree in Medio Oriente, Africa e Asia nelle quali nostri confratelli in Cristo subiscono violenze quotidiane nell’indifferenza delle istituzioni internazionali e dei mass media.

Noi Cavalieri siamo certamente orgogliosi per il loro resistere alla violenza e ai soprusi e per non ricorrere ad altra violenza ma alla fede, quella che muove le montagne. Tuttavia ciò non basta; la soluzione del problema dell’intolleranza, della sopraffazione e delle persecuzioni religiose richiede anche l’entrata in campo della giustizia.

L’oppressione, la persecuzione dei cristiani si configura in vari modi: essa non si estrinseca solo con la violenza fisica. Spesso inizia in forme verbali, coi soprusi, coi maltrattamenti per arrivare poi alle lesioni fisiche e psichiche all’uso delle armi, al carcere, alla a tortura, fino alla morte.

Noi Cavalieri Bianchi di Seborga da sempre ci troviamo fratelli nel motto “Testis Sum Agni” (cioè testimoni dell’Agnello, il nostro Signore). Noi possiamo immaginare che cosa voglia dire per un cristiano vivere in Nigeria, Congo, Iraq. In quelle aree un fedele che testimoni la propria fede in Cristo deve mettere nel conto che probabilmente potrà andare incontro a una morte violenta.

Il Maestro, con la sua morte di croce, e con la sua resurrezione ci ha insegnato a non avere paura della morte. Egli ci ha rivelato quando grande, immenso, sia stato e continui ad essere il suo amore, ma questa prova non è certamente richiesta né necessaria per testimoniare la nostra fede in Lui. A noi basti sapere che la notte non potrà durare in eterno, che prima o poi dovrà finire e che dopo questa eclissi di umanità il sole ritornerà a risplendere.

A noi basti sapere che il male non ha la capacità di distruggere la speranza di chi confida in Gesù Cristo.