Sanremo: la campana suona in ricordo di una tragedia
Noi Cavalieri Bianchi di Seborga riteniamo che tutte le donne, a prescindere dalla loro posizione politica, concordino che la soppressione di un essere non è mai un atto superficiale ma piuttosto una tragedia. Per chi come lo scrivente ha esercitato la professione di medico per oltre 50 anni questo è un tema profondo che non può essere liquidato con taluni slogan o con una semplice firma su qualche modulo.
Nessuno vuole mettere in discussione i diritti individuali e tanto meno quello delle donne ma lasciatemi dire che l’iniziativa di monsignor Antonio Suetta vescovo di Ventimiglia e Sanremo, finalizzata a richiamare la popolazione e a favorirne la riflessione sul tema aborto va sostenuta. I rintocchi di una campana non sono una “superficialissima provocazione”, come alcuni giornalisti frettolosi l’hanno definita.
Il messaggio è certamente profondo: sia per coloro che non si riconoscono nella Chiesa, sia per coloro che conducono una vita libertina, e anche per la restante popolazione i rintocchi serali della campana vogliono portare le coscienze a un momento di riflessione e a comprendere che un feto è un essere vivente e la soppressione da parte di un genitore porta spesso a disastri psichici oltre che a una catastrofe morale.
Se le donne potessero vedere che cosa c’è dentro la vaschetta dell’isterosuzione sicuramente un gran numero ne resterebbe sconvolto.
Noi Cavalieri Bianchi di Seborga appoggiamo questa iniziativa di civiltà del nostro Vescovo.
