Domenica 23 novembre 2025 nella stupenda cornice del Castello di Piea messo a disposizione dal confratello Fabrizio, si è svolto un rito di investitura cavalleresca.
E’ stato per tutti, Cavalieri e Dame, estremamente emozionante ripercorrere i vari momenti che portano uno scudiero ad entrare nell’Ordine della Cavalleria. Accogliere un estraneo e introdurlo nella famiglia dei Cavalieri Bianchi di Seborga crea una sensazione intensa. Infatti l’ingresso non è facile né scontato. E non è neppure una questione economica.
Dapprima un serio esame sui valori etici, sulla fede in Cristo, la purificazione, la veglia d’armi, la recita del Credo del Cavaliere, l’investitura con la spada, fino ad arrivare alla collata.
L’Ordine della Cavalleria, quello di Bernard de Clairvaux e di Hugues de Payns, ha dovuto subire successivamente delle modifiche con la trasformazione della società. Si è passati dai monasteri alle abitazioni proprie; dalla nobiltà alla grande borghesia.
Come ci ha spiegato Ramon Llull la cavalleria nel XIII secolo si era aperta alle classi sociali emergenti. Il cavaliere doveva essere ben visibile e riconoscibile nella società. L’Ordine si modificherà ancora all’epoca di Geoffroi de Charny e nei secoli successivi per la comparsa delle mogli.
Ciò che rimane invariato fino ai giorni nostri è l’impegno a testimoniare Cristo nella vita quotidiana. “Testis Sum Agni” continua ad essere il motto dei cavalieri Bianchi di Seborga.
Il nostro Ordine è elitario nel senso che noi non siamo interessati a pataccari o a fare numeri. Ci interessa la qualità del soggetto, non la quantità. Siamo consci che questa via non è per tutti, ma ci fa piacere constatare che nella società ci siano ancora individui pronti a farsi carico della difesa delle nostre tradizioni e della spiritualità cristiana.
Nonostante la povertà spirituale che è oggi facilmente riscontrabile, la perdita di valori, una società alla deriva, il nostro ordine questo anno è entrato nel DCLX anno di vita.

Spada del Priore Generale
