Oggi, nel mondo operano centinaia di gruppi che si definiscono “i veri eredi di Jacques de Molay”. Da questo genere di affermazioni molti coloro che hanno

Jacques de Molay – XXIII e ultimo Gran Maestro dell’Ordine del Tempio

tratto vantaggi e benefici. In realtà di tratta di associazioni recenti che si sono autodefinite “ordini”. Essi non hanno alcun legame storico, alcuna documentazione storicamente fondata che sancisca un legame continuativo, ininterrotto con l’Ordine del Tempio.

Spesso in questi gruppi ‘neo templari’ si evidenzia – in alcuni casi in modo più evidente e in altri casi in modo più velato – l’appartenenza alla Massoneria. I modi di essere e di operare della Libera Muratoria offrono ai “novelli templari” un conforto storico, ancorché fasullo. E’ un grande piacere piacere entrare a fare parte di un “ordine con secoli di storia alle spalle, un grande prestigio e un’aura di mistero e di riservatezza”.

L’Ordine del Tempio che ebbe in Hugues de Payns il primo Gran Maestro e in Jacques de Molay il XXIII e ultimo Gran Maestro, era una struttura militare /religiosa la quale operava outremer per la difesa dei pellegrini cristiani che si recavano in Terra Santa. Nel contempo si dedicava alla protezione di quella regione che aveva visto operare Gesù e che in quegli anni era soggetta alle incursioni dei nemici della fede in Cristo.

Non possiamo definire i membri dei gruppi “templari” di oggi difensori della Chiesa e neppure difensori del cristianesimo; essi non ascoltano  le parole dei Papi, i quali hanno ribadito più volte che l’Ordine è stato soppresso. I “neo templari” sono lontani da quelli che sono stati gli scopi e i doveri della Cavalleria del Tempio.

Se prendiamo poi in considerazione il fatto che questi gruppi solitamente praticano l’esoterismo, il relativismo, l’occultismo, non ci stupiamo se i membri di queste associazioni “neo templari”, siano candidati alla scomunica latae sententiae. secondo quanto definito dal codice canonico attuale.

Tutto il mondo “neo templare” è infarcito di miti e leggende che vengono propinate agli incauti adepti come oro colato. C’è da pensare che tutto ciò non avvenga casualmente ma faccia parte di un progetto per il quale si tende a sostituire la realtà con la finzione, la storia con il romanzo, il cristianesimo con altro.

Millantare una storicità, il possesso di una storia segreta, disporre di conoscenze che vanno oltre quanto i testi sacri ci dicono, può essere sufficiente per illudere gli adepti e convincerli a ritenere di essere entrati a fare parte di un gruppo potente, se non segreto almeno riservato a pochi fortunati, prescelti.