Nel De diligendo Deo, (Il Dovere di Amare Dio), opera che San Bernardo scrive tra il 1130 e il 1141, il santo, definisce l’amore come quella forza che ha come fine ultimo, il più alto, il più nobile, quello di portare l’uomo alla fusione totale con Dio.

Lo spirito di Dio possiede una particolarità: è circolare. Infatti esso non solo è il punto di origine, di partenza, la sorgente d’ogni amore, ma ne è anche il punto di arrivo, la conclusione. Pertanto la particolarità dell’amore di Dio è che il punto di partenza e di arrivo coincidono. (capitolo XV° del De diligendo Deo).

Nel pensiero di Bernardo il peccato non è dato da un sentimento di odio verso qualcuno, ma piuttosto dalla volontà di dirigere egoisticamente verso noi stessi, l’amore che si dovrebbe dedicare a Dio.

Ecco così che invece di rapportarsi ad un amore puro e spirituale, l’uomo si adagia banalmente a piaceri di livello più basso quali quelli connessi all’amore materiale e carnale. Con questi comportamenti l’uomo non riesce ad offrire a Dio quell’amore che lui merita e cioè l’Amore sublime, disinteressato, che non vuole nulla in cambio: l’amore d’amore.

Bernardo, analizzando il sentimento di amore, ne identifica quattro gradi i quali nel loro insieme definiscono questo percorso circolare. Il sentimento di amore, inizialmente, è rivolto verso noi stessi (amor proprio). Successivamente esce dal sé, per mettersi alla ricerca di Dio. In un altra tappa l’amore ritorna al sé, ma solo per Dio.  Vediamo un po’ meglio come sono strutturati questi quattro gradi:

1) L’amore proprio o l’amore verso se stessi: « […] bisogna che il nostro amore cominci dalla carne. Se poi è diretto secondo un giusto ordine, […] sotto l’ispirazione della Grazia, sarà infine perfezionato dallo spirito. Infatti non viene prima lo spirituale, ma ciò che è animale precede ciò che è spirituale. […] Perciò prima l’uomo ama sé stesso per sé […]. Vedendo poi che da solo non può sussistere, comincia a cercare Dio per mezzo della fede, come un essere necessario e lo ama».

2) L’amore di Dio per se stessi: « Nel secondo grado, quindi, ama Dio, ma per sé, non per Lui. Cominciando però a frequentare Dio e ad onorarlo in rapporto alle proprie necessità, viene a conoscerlo a poco a poco con la lettura, con la riflessione, con la preghiera, con l’obbedienza; così gli si avvicina quasi insensibilmente attraverso una certa familiarità e gusta pura quanto sia soave».

3) L’amore di Dio per Dio: « Dopo aver assaporato questa soavità l’anima passa al terzo grado, amando Dio non per sé, ma per Lui. In questo grado ci si ferma a lungo, anzi, non so se in questa vita sia possibile raggiungere il quarto grado».

4) L’amore di sé per Dio: “. […]« Quello cioè in cui l’uomo ama sé stesso solo per Dio. […] Allora, sarà mirabilmente quasi dimentico di sé, quasi abbandonerà sé stesso per tendere tutto a Dio, tanto da essere uno spirito solo con Lui. Io credo che provasse questo il profeta, quando diceva: “Entrerò nella potenza del Signore e mi ricorderò solo della Tua giustizia” ».

Abbiamo cercato di sintetizzare la visione di Bernardo su un sentimento misterioso quale è l’amore. L’amore richiede umiltà, semplicità, introspezione e giudizio. Per amare un altro bisogna prima conoscere a fondo se stessi. Conoscendo i nostri sbagli, i nostri peccati, le nostre miserie e la misericordia di Dio verso di noi impareremo ad essere misericordiosi e caritatevoli verso gli altri. Solo allora comprenderemo che Dio va amato per se stesso.