Cari fratelli,
oggi 25 Novembre 2010, ad un anno dalla prematura scomparsa del nostro amato Gran Priore Giorgio, Principe di Seborga, permettetemi di ricordarlo con qualche breve pensiero.
Giorgio, così noi cavalieri eravamo soliti chiamare familiarmente il “nostro Gran Priore”, non era una persona facile. Come tutti coloro che operano scelte di vita radicali, decise, senza mezze misure, anche Giorgio aveva una certa difficoltà a comprendere quei soggetti, cavalieri e non, che davano chiari segni di non essere della sua stessa pasta.
Ricordo il mio primo viaggio a Seborga. Chi mi aveva portato mi aveva avvertito, sia prima che lungo il viaggio. “Mi raccomando, non rispondergli se ti tratterà duramente. Lui è fatto così. Lui vuole metterti subito alla prova”. Dal momento del mio primo incontro con Giorgio ci fu , invece un riconoscersi immediato. Come due vecchi amici che, per i casi della vita, non si erano mai incontrati fino ad allora. Per me è stato un incontro importante e credo anche che non lo sia stato solo per me.
Poi arrivò il morbo di Gehrig o SLA che dir si voglia. La malattia che non perdona lo aveva colpito.
Oggi, 25 Novembre 2010 è stato un anno dal suo trapasso silenzioso, riservato, in punta di piedi, “per non disturbare”. Io ho avuto la fortuna ed il peso di condividere con lui pensieri difficili e momenti cruciali.
