Carissimo Priore Generale, ci può dire il suo pensiero sulla festa di Halloween?

Certamente e con piacere. Noi oggi viviamo in una società globalizzata, nel “villaggio globale” dove si sa tutto di tutti e di tutto, anche se in modo superficiale e con largo uso di verità preconfezionate e predigerite. A me fa molto piacere sapere che si tratta di una antica festività celtica. Che la parola Halloween sia di origine anglosassone e che probabilmente derivi da una contrazione della frase  “All Hallows Eve” ovvero “La Notte di Ognissanti”.

Maschera in uso per la festa di Halloween

Il fatto è che io sono cristiano e seguo il messaggio di Gesù il nazareno, così come tutti i Cavalieri bianchi. Il Maestro è venuto al mondo ed è morto sulla croce su una montagna chiamata Golgota (il Cranio) per liberarci dalle paure, dalle superstizioni, dagli idoli e dalle false divinità e per indicarci la via per la liberazione e per raggiungere la Luce.

Io non provo interesse per le zucche illuminate; tutt’al più per la minestra di zucche, tipica di questo periodo dell’anno .

Noi non possiamo prendercela con il mondo dell’industria che prepara gadget di ogni tipo per questa festa: sangue finto, maschere orrende, denti terrificanti, cicatrici mostruose, costumi da “morto vivente”.  Gli industriali che sono mossi solitamente più da fattori economici che morali o spirituali intravedono un filone per fare profitto e lo seguono fino in fondo. Non possiamo  credo farne una colpa a loro, solo a loro.

Se le ricorrenze cristiane di Ognissanti e dei Defunti ( popolarmente chiamate la festa dei Santi e dei Morti, ovvero il primo e secondo giorno di novembre ) vanno perdendosi e diluendosi in tutt’altro, la colpa è solo nostra.

Noi cristiani, noi cavalieri, non possiamo biasimare altri. Sarebbe il caso di biasimare noi stessi. Riflettiamo sul fatto che spesso i disastri di domani sono i piccoli problemi di oggi.