De Laude Novae Militiae

Introduzione al “De Laude Novae Militiae”

Si tratta del libro scritto da Bernard de Clairvaux (Bernardo di Chiaravalle) su esortazione del suo amico Ugo de Payns.

Bernard nasce a Fontaine-lès-Dijon nel 1090 da famiglia nobile vassallo del Duca di Borgogna. Morirà il 20 agosto 1153 a Ville-sous-la-Ferté dopo avere trascorso una esistenza dedita alla chiesa ed alla  spiritualità.  Bernard dopo avere trascorso anni nella abbazia di Citeax fonda e dirige la celebre abbazia di Clairvaux. Non è certa la data della composizione di questa opera anche se va posta tra il 1128, anno del concilio di Troyes ed il 1136, anno della morte di Ugo di Payns, primo Gran Maestro dell’Ordine, cui fu dedicata l’opera.

Nel “De Laude Novae Militiae” San Bernardo indica e definisce la figura del Cavaliere del Tempio: allo stesso tempo monaco e guerriero. La battaglia che costui deve condurre è duplice: una va combattuta  contro il Male, una lotta prettamente interiore e spirituale, l’altra è rivolta verso i nemici che impediscono l’accesso ai luoghi santi in Palestina. 

Oggi vi è dibattito intorno a quest’opera di San Bernardo ed al ruolo della Nuova Milizia. Ciò soprattuto in relazione al concetto espresso di  “malicidio”, ossia l’uccisione dell’incarnazione del male. Secondo Bernardo, uomo di fede ma anche nobiluomo medioevale, la guerra va evitata con tutti i mezzi ma quando la ragione della battaglia viene ad investire la sopravvivenza stessa del messaggio cristiano, allora il ricorso alla spada è addirittura meritorio. Che non capiti mai di dovere alzare la spada contro alcuno ma nel caso in cui la chiesa o lo stesso messaggio di Cristo dovesse essere messo in serio pericolo i cavalieri dovranno trovarsi pronti per la battaglia.

Nelle seguenti pagine troverete il testo integrale latino del De Laude Novae Militiae e la traduzione integrale in lingua italiana.