Origine del Capitolo Generale

Nella lingua italiana la parola Capitolo sta ad indicare quella porzione in cui è suddiviso un libro. In latino la parola equivalente è “Capitulum”, “Chapitre” in francese e “Charter” in inglese. Quando si parla di Capitoli Rituali ci si riferisce all’abitudine presente negli Ordini monastici di riunirsi per leggere, dopo la preghiera, un Capitolo della Regola dell’Ordine. Il luogo in cui i monaci erano soliti riunirsi per la lettura veniva indicato con il termine di Capitolo.

E’ solo nel 1115 che, presso l’Abbazia di Citeaux (abbazia francese dalla quale prese il via l’Ordine Cistercense), durante la prima assemblea generale degli ordini monastici, si deliberò di costituire un Capitolo Generale. 

Si trattava di un organismo elettivo in grado di discutere, interpretare, modificare, abrogare, proporre ed approvare le Leggi dell’Ordine. Da allora i Capitoli Generali hanno facoltà di:

  • eleggere un presidente: “qui praefuturus est omnibus, ab omnibus eligatur…” e cioè chi deve essere preposto a tutti, da tutti deve essere eletto…; 
  • avere possibilità di delega: “aliquem legatum mittere…” e cioè inviare come proprio rappresentante, “delegare officium alici …”, affidare un incarico a qualcuno….,  “legatus, praefectus alicuius rei, praepositus …” a colui che è stato preposto ad un particolare incarico…; 
  • discutere ed approvare ciò che interessa : “quod omnes tangit, ab omnibus tractari ac approbari debet…” e cioè ciò che a tutti interessa, da tutti va discusso ed approvato…;  
  • avvalersi del principio di revoca: “… abrogatio, decretum sub vertere…”, e cioè abrogare, sovvertire un decreto … ovvero, “promissum revocare”… il che significa, revocare l’incarico a colui che non è degno.
  • esercitare un potere assoluto: “summa potestas est in Capitulo” e cioè il più ampio potere sta nelle mani del Capitolo.