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Secondo Lei, che cosa è cambiato nel modo di presentare la festività di Ognissanti e dei Defunti?

Da

Se questa festa nobile, la quale vuole ricordare tutti coloro che hanno percorso le strade del mondo in odore di santità, che vuole ricordare i nostri cari, i nonni, i genitori ma anche fratelli, figli ed amici morti a volte prematuramente, andrà scomparendo ciò significa che i veri morti non sono quelli di Halloween ma siamo noi stessi. Morti alle nostre tradizioni, ai nostri ideali, alla nostra cultura, alla nostra pietà.

Bambina che prega. La società ha sempre maggiore necessità di bambini che vengano adeguatamente educati sul senso delle cose.

Ragazze pronte per la sera di hallowen con uno dei tipici make up per la serata.

La società dell’apparire, del carnevale perenne, il trascorrere la vita come se si fosse in una gigantesca e cosmica discoteca mi inquietano. E quanto più vedo i giovani entusiasti ed affascinati da sangue che cola, da visi deturpati, da musiche lugubri, più mi preoccupo.

Trucco idoneo per la sera di Halloween.

Quando ero piccolo la radio trasmetteva musica sacra, almeno per qualche ora. Era un richiamo per coloro che ne sentivano la necessità ad un momento di riflessione e forse anche di preghiera.

Era male? Venivano violate le coscienze? C’è da vergognarsene. Io credo di no, e parlo da laico. Si trattava di un segno di rispetto non verso una parte della società ma verso chi non c’è più.

Mi auguro che alcuni giovani, leggendo il messaggio della Cavalleria, comprendendone i contenuti storici, comportamentali, sociali, culturali, spirituali, intraprendano un percorso di vita più scandito, più ordinato, più equilibrato.

Come tuti i percorsi di ascesi molte cose si potranno capire quando si darà spazio all’umiltà, all’obbedienza, alla carità, … che è quello che un Cavaliere templare continua a fare anche nel XXI° secolo.