Archivio Riflessioni

Carissimi Fratelli,

Surrexit Christus, alleluia!

Surrexit Christus, spes nostra! Cristo, nostra speranza, è risorto e noi vogliamo essergli vicino anche in questo giorno di festa. Non a caso i Cavalieri recitano il salmo “Non Nobis Domine…”. Infatti noi non solo siamo con Cristo, ma ci battiamo per Cristo.

Sono passati duemila anni ormai dall’evento storico e noi, membri del grande popolo cristiano, ci scambiamo oggi quello lo stesso annuncio: Cristo è risorto.
“Come Cristo risuscitò da morte per la gloria del Padre, così noi camminiamo in novità di vita” scriveva Paolo (Rom. 6, 4.).  Gesù, l’agnello sacrificale è oggi agnello trionfale e trionfante. Oggi noi gioiamo perché annunciamo al mondo che Cristo ha vinto il peccato e la morte.

Questo annuncio, per noi militanti in un Ordine Equestre Cristiano, è doppiamente importante. Esso ci ricorda di operare delle modifiche nella nostra vita: alla morte sostituiamo la vita, all’odio l’amore, alle menzogne la verità, alle divisioni la pace, agli egoismi la carità, alla superbia l’umiltà, alla tracotanza l’obbedienza, alle tenebre del Malefico la Luce di Cristo.

Cristo ci ha insegnato che l’adesione a queste semplici regole comportamentali costituisce motivo di salvezza per ognuno di noi. E’ quindi necessario perseverare nella nostra militanza, nella nostra testimonianza, nella nostra lotta tra le forze della Luce.

Se il motto del VEOSPSS è “Per Xtum ad Lucem”, il motto della Paupera Militia Christi è infatti “Testis Sum Agni”; non dimentichiamolo mai : noi siamo “Testimoni dell’Agnello”.

Cari Cavalieri, perseverate nella fede in Gesù Cristo. Adoperatevi a non fare nulla che sia in contrasto col suo Vangelo; operate in modo tale da non arrecare dolore né all’interno dell’Ordine né all’esterno; operate in modo tale da non turbare le coscienze di chi vi sta intorno.

Che la letizia della Pasqua si irradi sempre dalle vostre parole e attraverso il vostro agire. Oggi, come allora, la nostra missione è di costituire assieme una forza

Messaggio S. Pasqua 2011, AD

propulsiva spirituale all’interno di un mondo sempre più arido, sordo, materialistico.

Che la vostra opera quotidiana nella vita profana, nelle vostre famiglie, nella società civile porti effetti positivi, giustizia, umiltà, serietà ed amore, tra i giovani come tra gli anziani.

Fra Diego

 

Cari fratelli, 

il Santo Natale è una festa di coraggio. Ci va infatti coraggio a parlare di luce nel giorno delle tenebre. Sono certo che voi capirete.  

Ci vuole coraggio a prendere in mano la piccola statuetta del Cristo, praticamente svestita, ed andarla a mettere lì, nel nostro presepe, nella mangiatoia, tra Maria e Giuseppe, dinnanzi al bue ed all’asinello. Dicevo che ci vuole coraggio a ripetere questo gesto perché noi sappiamo già come andò a finire l avicenda terrena di questo bambinello.  

Giovanni ce lo racconta in pochi versi ma potenti: “la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l’hanno accolta” ed ancora: “Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di Lui, eppure il mondo non lo riconobbe. Venne tra la sua gente, ma i suoi non l’hanno accolto“. Sapendo come è andata a finire bisogna essere consci del grande atto di coraggio e di fede che si compie deponendo il bambinello nella mangiatoia. Il coraggio di sapere ri-cominciare. 

Un affettuoso augurio di Santo Natale a tutti.

Da questo atto nasce la speranza. Speranza che possa venire un tempo in cui il Cristo venga compreso dai più, e non solo da pochi. 

Molti oggi fanno coincidere il Santo Natale ai regali che vengono scambiati nelle famiglie, altri lo collegano ai panettoni, alle luci sfavillenti nelle strade, agli adobbi per l’appunto natalizi, ma la festa di Natale, dal punto di vista religioso, cristiano è una festa, come dicevo, “tosta”, direi quasi difficile per la dose di fede e di coraggio necessaria a comprenderla appieno. E’ difficile anche perché non è facile continuare ad essere guidati da quel flebile vagito che proviene dalla grotta in un mondo come quello odierno pervaso dal clamore della festa profana. 

Festeggiare il Santo Natale significa continuare a ripetere quell’atto di amore di Dio che si fa uomo, non solo per ricordare ma piuttosto per rivivere quel ciclo che inizia proprio a Natale e terminerà a Pasqua. Dobbiamo essere consci che per ogni Natale ci sarà una Pasqua. 

Il coraggio è duplice. Da una parte vi è Dio che decide di continuare a rinascere simbolicamente ogni anno in un mondo che pare fare a meno di lui, e dall’altra ci siamo noi che, accettando il Natale, riviviamo il nostro cammino di fede, riviviamo la nostra infanzia, i nostri sacramenti, la nostra vita all aluce di un messaggio di speranza. 

Ma ci va ancora ulteriore coraggio. Lo vediamo quando decidiamo di puntare su Dio, di affidarci a lui, specialmente nei momenti del bisogno. Ci vuole inoltre coraggio a dire un bel no alle lusinghe del demonio, a prendere la strada in salita, difficoltosa ed abbandonare la strada bella, lastricata che porta pero all’autodistruzione. 

Ecco perché cari fratelli vi dico che ci vuole molto coraggio, una reale capacità di rinascere, per ripartire da capo, per decidere dal profondo di abbandonare i vizi e seguire le virtù. Ci vuole coraggio oggi a rimanere credenti, in una società materialista, consumista, arrivista, relativista. Natale è quindi giorno di coraggio, anche per noi Cavalieri; coraggio di credere ed anche coraggio di amare. 

In ginocchio davanti alla capanna del presepe, davanti al bambino Gesù, noi sappiamo che Dio è lì, con noi, anzi è lì per noi.

Carissimi fratelli,
 

l’anno del Signore 2009 è stato un anno difficile in quanto abbiamo dovuto registrare la morte del carissimo fra. Giorgio Carbone, Principe di Seborga e Gran Priore dell’Ordine e di fra. Attilio Magnetto, Priore della Prioria di Seborga. Read More→

Cari fratelli,

ricordiamoci delle affettuose parole che Paolo esprime nella lettera ai Filippesi (2, 14-15):

“Fate ogni cosa senza mormorii e senza critiche, perché siate irreprensibili e semplici, figli di Dio immacolati in mezzo a una generazione perversa e degenere, nella quale dovete splendere come astri nel mondo.” Read More→