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Christus resurrexit! Alleluia!
Cristo è risorto! Alleluja!
Le Christ est ressuscité! Alléluia!
Christ is risen! Alleluia!
Christus ist auferstanden! Halleluja!
Cristo ressuscitou! Aleluia!
Hristos a înviat! Aliluia!

Risurrezione di Cristo

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Kristus vstal z m?tvych!
Aleluja! Kristus je vstal! Aleluja!
Cristo ha resucitado! ¡Aleluya!
Kristus är uppstånden! Halleluja!
Kristo amefufuka! Haleluya!
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Christ art?? oldu?unu! Elhamdülillah!
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Krisztus feltámadt! Halleluja!
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Chúa Kitô ?ã s?ng l?i! Alleluia!
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Kristus ir augš?mc?lies!
Alleluia! Kristus prisik?l?! Aleliuja!
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Kristus telah bangkit! Haleluya!
Kristu rxoxta Alleluia!
Kristus er oppstanden! Halleluja!
Christus is opgestaan! Halleluja!
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Chrystus zmartwychwsta?! Alleluja!
Christus het opgestaan!  Halleluja!
Krishti u ngjall! Aleluja!
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Alleluia! M?sih artm??d?r deyil! Elhamdülillah!
Kristo piztu da! Alleluia!
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Crist ha ressuscitat! ¡leluia!

Cristo risorto

Kristus vstal z mrtvých! Aleluja!
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Kris la se leve! Alelouya!
Krist je uskrsnuo! Aleluja!
Kristus er opstanden! Halleluja!
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Kristus on üles tõusnud! Alleluia!
Si Kristo ay nabuhay! Aleluya!
Kristus on noussut! Halleluja!
Cristo resucitou! Aleluia!
Crist atgyfodedig! Haleliwia!
?????? ??????! Alleluia!
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??????? ??????! ?????????!
???? ??? ??? ??! Alleluia!
Kristus telah bangkit! Haleluya!
Tá méadú tagtha ar Críost! Aililiú!
Kristur er upprisinn! Alleluia!

Carissimi Fratelli,

Surrexit Christus, alleluia!

Surrexit Christus, spes nostra! Cristo, nostra speranza, è risorto e noi vogliamo essergli vicino anche in questo giorno di festa. Non a caso i Cavalieri recitano il salmo “Non Nobis Domine…”. Infatti noi non solo siamo con Cristo, ma ci battiamo per Cristo.

Sono passati duemila anni ormai dall’evento storico e noi, membri del grande popolo cristiano, ci scambiamo oggi quello lo stesso annuncio: Cristo è risorto.
“Come Cristo risuscitò da morte per la gloria del Padre, così noi camminiamo in novità di vita” scriveva Paolo (Rom. 6, 4.).  Gesù, l’agnello sacrificale è oggi agnello trionfale e trionfante. Oggi noi gioiamo perché annunciamo al mondo che Cristo ha vinto il peccato e la morte.

Questo annuncio, per noi militanti in un Ordine Equestre Cristiano, è doppiamente importante. Esso ci ricorda di operare delle modifiche nella nostra vita: alla morte sostituiamo la vita, all’odio l’amore, alle menzogne la verità, alle divisioni la pace, agli egoismi la carità, alla superbia l’umiltà, alla tracotanza l’obbedienza, alle tenebre del Malefico la Luce di Cristo.

Cristo ci ha insegnato che l’adesione a queste semplici regole comportamentali costituisce motivo di salvezza per ognuno di noi. E’ quindi necessario perseverare nella nostra militanza, nella nostra testimonianza, nella nostra lotta tra le forze della Luce.

Se il motto del VEOSPSS è “Per Xtum ad Lucem”, il motto della Paupera Militia Christi è infatti “Testis Sum Agni”; non dimentichiamolo mai : noi siamo “Testimoni dell’Agnello”.

Cari Cavalieri, perseverate nella fede in Gesù Cristo. Adoperatevi a non fare nulla che sia in contrasto col suo Vangelo; operate in modo tale da non arrecare dolore né all’interno dell’Ordine né all’esterno; operate in modo tale da non turbare le coscienze di chi vi sta intorno.

Che la letizia della Pasqua si irradi sempre dalle vostre parole e attraverso il vostro agire. Oggi, come allora, la nostra missione è di costituire assieme una forza

Messaggio S. Pasqua 2011, AD

propulsiva spirituale all’interno di un mondo sempre più arido, sordo, materialistico.

Che la vostra opera quotidiana nella vita profana, nelle vostre famiglie, nella società civile porti effetti positivi, giustizia, umiltà, serietà ed amore, tra i giovani come tra gli anziani.

Fra Diego

 

Nella Bibbia l’agnello identifica il simbolo sacrificale per eccellenza. Basti ricordare il celebre passo in cui Abramo opta per immolare l’animale in luogo del figlio Isacco. Nel Cristianesimo questo episodio viene traslato nella figura del Cristo il quale diventa lui stesso agnello, sacrificato senza colpa per la salvezza dell’Umanità intera. Nella religione cristiana l’agnello è anche utilizzato come emblema degli apostoli e in genere di tutti  gli innocenti immolati, martirizzati senza colpa.

Ancora oggi Ebrei e Cristiani usano almentarsi ritualmente nel giorno della festa di Pesah (o del Passaggio) e della Pasqua cristiana con questo animale (l’agnello) che assume così un significato simbolico e religioso.

Nella iconografia medioevale cavalleresca della Paupera Militia Christi un posto centrale è occupato dall’Agnello trionfale. L’Agnello è rappresentato con il capo rivolto all’indietro e con lo zoccolo destro che trattiene il vessillo della croce, simbolo di martirio ed al tempo stesso di Risurrezione.

L’Agnello altro non è che il Cristo risorto e trionfante. L’Agnello/Gesù che era stato immolato è risorto, per la salvezza dell’umanità.  Egli trionferà al di sopra del bene e del male rappresentati dal punto di vista del colore come l’eterno dualismo del bianco e del nero.

Sigillo della Paupera Militia Christi

L’Agnello/Gesù avanza con il capo rivolto all’indietro. Egli non ha necessità di guardare innanzi giacché lui conosce bene la strada che porta nei celi. Guarda invece con attenzione, in modo amorevole e caritatevole allo stesso tempo il suo gregge. Per coloro che non riescono a capire/vedere che è l’agnello la nostra vera guida egli agita un vessillo, il vessillo della croce. L’Agnello/Gesù inoltre non è statico, fermo ma in cammino come il suo popolo e con il suo sguardo mite ci invita a seguirlo.

Nell’Apocalisse (21, 22-26) viene riportato che : …(la Gerusalemme celeste) “ non ha bisogno del sole né della luna che risplendano per essa; perché la gloria di Dio l’ha illuminata e la sua lampada è l’agnello….. e le sue porte non saranno chiuse di giorno; perché non ci sarà notte colà ”.

L’Agnello è al tempo stesso simbolo di Luce. La luce spirituale che l’Agnello emana è guida nella notte per tutto il suo gregge. Non a caso in diverse chiese l’Agnello veniva scolpito sui portali od in posizione elevata. Secondo San Bernardo dall’Agnello proviene così tanta Luce ed in modo così incessante da potere creare un “eterno solstizio“.
Sempre dall’Apocalisse (22,1) impariamo che alla fine dei tempi il posto di Gesù Cristo ovvero l’Agnello non sarà più quello alla destra di Dio padre ma addirittura sul trono che per l’appunto si chiamerà il “trono di Dio e dell’Agnello”.

Dobbiamo pertanto abituarci a considerare Gesù (il Figlio) non solo più come il rappresentante, l’inviato di Dio padre ma come tutt’uno con il padre. Ed è per ciò che egli avrà a disposizione, a pieno titolo, lo stesso trono del Padre.  Alla fine dei tempi Gesù Cristo riceverà atti di “adorazione vera e propria”.

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Categorie : Simbologia

La massima autorità di giustizia europea cioè la Grande Chambre del Consiglio d’Europa di Strasburgo ha emesso la sua sentenza: «non sussistono elementi che provino l’eventuale influenza sugli alunni dell’esposizione del crocifisso nella aule scolastiche».

La Corte Suprema di Strasburgo ha sentenziato che la presenza del Crocifisso nelle aule non crea turbative psicologiche o di altra natura nei giovani alunni.

Ciò significa che coloro che hanno sostenuto (ed alcuni continuano a sostenere) la necessità di rimuovere il crocifisso dalle aule scolastiche in quanto questa presenza ancorchè muta crea problemi psicologici o turbative di varia natura nei ragazzi, non hanno ragione e la loro richiesta è del tutto immotivata.  In sostanza il crocifisso non è pericoloso.

La causa inizia nel 2002 quando una cittadina italiana di origine finlandese (signora Soile Lauti) richiede all’istituto scolastico “Vittorino da Feltre” di Abano Terme, dove la figlia frequentava la scuola media di rimuovere il crocefisso dall’aula.

In seguito alla decisione delò Collegio d’istituto di non procedere alla rimozione del crocifisso, la madre ricorreva al Tar del Veneto. La battaglia legale procedeva per nove anni fino ad arrivare alla sentenza della corte del Consiglio d’Europa.

La decisione della Corte di Strasburgo è stata a maggioranza (15 giudici hanno votato per l’assoluzuione e 2 per la condanna). Pertanto l’Italia esce vittoriosa dall’accusa di violazione di diritti umani per avere esposto il crocifisso nelle aule scolastiche. In sostanza l’Italia non ha violato l’Articolo 2 del Protocollo n. 1 (diritto all’istruzione) della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.

Padre Federico Lombardi, Direttore della Sala Stampa del Vaticano, ha affermato: «La Grande Chambre ha capovolto sotto tutti i profili una sentenza di primo grado, adottata all’unanimità da una Camera della Corte; tale sentenza aveva suscitato non solo il ricorso dello Stato italiano, ma anche l’appoggio ad esso di numerosi altri Stati europei, in misura finora mai avvenuta, e l’adesione di non poche organizzazioni non governative, espressione di un vasto sentire delle popolazioni».

Padre Lombardi ha anche aggiunto che : «La Corte dice che l’esposizione del crocifisso non è indottrinamento, ma espressione dell’identità culturale e religiosa dei Paesi di tradizione cristiana».

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